La Mostra

La presente mostra è un’esplorazione audace e avventurosa nell’arte contemporanea, che intende dimostrare i modi con cui la nuova tecnologia può essere utilizzata per reinterpretare soggetti storici. Alcuni potrebbero ritenere che questa giustapposizione tra moderno e antico sia piuttosto sconvolgente, ma chi non si sarebbe affatto sorpreso di trovare l’esposizione “Techno Medioevo” nel Museo dell’Ordine di San Giovanni sarebbe sicuramente stato lo scomparso Sir Denis Mahon. Nonostante l’aspetto esteriormente tradizionale (abitualmente indossava un abito di lana blu pettinata, anche nei giorni più caldi), Sir Denis era nel cuore un avventuriero. Amava sfidare le visioni fin troppo facilmente accettate, rivelandone verità nascoste e inaspettate. Questo, a mio avviso, spiega come cominciò la sua carriera accademica, che iniziò di fatto nel 1934, quando acquistò un dipinto del Guercino. Questo artista era generalmente considerato un pittore minore e non fondamentale, che dipingeva in stile barocco in un periodo in cui in Italia l’epoca d’oro dell’arte rinascimentale era finita da tempo. Credendo che questo giudizio fosse sbagliato, Sir Denis intraprese il primo di una lunga serie di studi sull’artista, espandendo gradualmente le sue ricerche, fino a comprendere l’intero periodo dell’arte seicentesca barocca attraverso una serie di articoli magistrali apparsi nella rivista “The Burlington Magazine” ed altrove. Ci sono pochi altri studiosi a cui si può attribuire la rivalutazione di un’intera scuola pittorica. Quel primo Guercino, Giacobbe che benedice i figli di Giuseppe, è conservato oggi alla National Gallery dell’Irlanda a Dublino, uno dei tanti doni che Sir Denis fece alle Gallerie britanniche ed irlandesi nel corso degli anni, grazie ai quali l’arte barocca italiana è ora riconosciuta come una delle sue più grandi conquiste della sua era.

C’erano naturalmente alcuni artisti del periodo che erano meglio conosciuti del Guercino. Il più importante di questi era Caravaggio, ma gran parte del suo lavoro era ancora considerato un po’ eccentrico e non paragonabile a quello dei grandi maestri. Inoltre, molti dei suoi dipinti non erano rintracciabili o erano stati trascurati, così che il loro aspetto originale era completamente alterato. Ancora una volta questo stimolò lo spirito audace di Sir Denis, che non solo riscoprì diverse opere perdute e alcune che si pensava fossero copie, ma esaminò per la prima volta i processi dettagliati della tecnica di Caravaggio. Il risultato di questo lavoro, ha fatto si che oggi riconosciamo Caravaggio come uno degli artisti più importanti e rivoluzionari dei suoi tempi. Si tratta di dipinti che osano, mostrando una tecnica virtuosa, con un meraviglioso senso del colore, trasmettendo un inquietante senso del dramma. Non c’è da stupirsi se oggi si è in grado di apprezzare il suo genio.

Sir Denis ha identificato due versioni dei Bari del Caravaggio. Uno di essi è al Kimbell Art Museum a Fort Worth nel Texas, e siamo estremamente fortunati che l’altra versione sia al momento esposta nel Museo dell’Ordine di San Giovanni. È ovviamente molto appropriata la collocazione in questa sede museale, dal momento che Caravaggio divenne membro dell’Ordine di Malta, per il quale dipinse la sua opera più famosa, la Decollazione di San Giovanni Battista, che è conservata nella Concattedrale di La Valletta. I Bari fu originariamente commissionato dal Cardinale Francesco del Monte, un parente di Pietro del Monte, Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni (1568-72).

Alan Borg

Note sull’Autore

Alan Charles Nelson Borg è stato direttore del Victoria and Albert Museum e attuale Bibliotecario dell’Ordine di San Giovanni. Dopo aver iniziato la propria carriera alle Armerie Reali della Torre di Londra nel 1978, è diventato il primo direttore del Sainsbury Centre for the Visual Arts dell’Università dell’East Anglia, per poi diventare direttore generale dell’Imperial War Museum, ed essere nominato direttore del Victoria and Albert Museum dal 1995 al 2001. Attualmente il dottor Borg è Bibliotecario dell’Ordine di San Giovanni e vice presidente del Foundling Museum.

“I bari” Caravaggio, c. 1595
Collezione privata, in prestito al Museo dell’Ordine di San Giovanni.
Prestito gestito dalla Fondazione Sir Denis Mahon
“Non c’è trucco, non c’è inganno” Leonardo Passeri, 2017
Acrilico e smalto su pannello

Il video ufficiale della Mostra “Tecnomedioevo: Age of Future reloaded”